Ortodonzia del bambino e dell'adulto

Intervista del Prof. Favero su Rai2

Ortodonzia del bambino

L’ortodonzia pediatrica, spesso denominata anche ortodonzia intercettiva, è la branca specializzata nel trattamento delle malocclusioni presenti nei bambini (dai 3 ai 6 anni) e negli adolescenti (dai 7 agli 12 anni). Non dimentichiamo che, quando si parla di bambini, l’età anagrafica assume un significato del tutto secondario, rispetto all’età biologica. Quest’ultima è quella che realmente conta in ambito clinico.

Durante la prima visita non viene valutato solo l’allineamento dentale, ma viene fatto anche uno studio attento del viso, della muscolatura, delle articolazioni temporo-mandibolari, per capire quale è stato e quale, eventualmente, deve essere il giusto sviluppo armonico del viso del piccolo paziente.

L’obiettivo principale è prevenire, nei bimbi in crescita, eventuali malformazioni dello sviluppo dei denti e favorire soprattutto un corretto sviluppo delle basi scheletriche, mandibolari e mascellari, per una buona eruzione dei successivi denti permanenti.

Sottoporre il proprio bimbo di 3 anni ad una visita dentistica permette di individuare o di interrompere le abitudini viziate Di solito, nei bambini le malocclusioni si hanno in conseguenza di determinate abitudini sbagliate, protratte nel tempo, come ad esempio:

  • Il succhiamento del ciuccio
  • Il succhiamento del dito
  • La deglutizione atipica
  • La spinta della lingua
  • Un’anomala respirazione orale

Oggi, grazie ai moderni dispositivi orali è possibile correggere anche le abitudini viziate più complesse.

Caso clinico 1

Correzione delle abitudini viziate (succhiamento)

Succhiamento

Il palato del bambino presenta delle ossa in formazione, quindi non ancora ben salde e resistenti. L’utilizzo del ciuccio per diverse ore, ha l’effetto di inserire in una bocca, in via di sviluppo, un supporto solido che favorisce uno sviluppo errato del tessuto palatale, comportando anomalie nello sviluppo delle ossa mascellari e mandibolari. L’osso superiore può diventare più grande dell’osso inferiore, alterando la morfologia di tutta la bocca del bambino.

Il succhiamento è un riflesso incondizionato che il bambino mette in atto già a partire dalla fase intrauterina, ossia dal 7° mese di gravidanza. Secondo molti studiosi, il succhiamento ha un potente effetto calmante sul neonato e poi sul bambino.

Il succhiamento “fisiologico” dà un senso di appagamento, oltre che nutritivo. Non dimentichiamo che il bambino passa dal succhiare il dito, al succhiare il latte dalla mammella della madre, a bere dalla tettarella del biberon.

L'abitudine al succhiamento è considerata normale fino a massimo 3 anni, dopodiché viene considerata un’abitudine viziata, che deve essere assolutamente eliminata, se non si vuole incorrere in future malocclusioni (come ad esempio il morso aperto anteriore o laterale, il morso crociato posteriore, etc.).

È possibile corregge questo tipo di problema?

La risposta è SI. Togliere il ciuccio verso i 18 mesi permette al bambino di ripristinare, spontaneamente, il corretto equilibrio fisiologico tra le ossa mascellari, la lingua e le labbra.

Nei bambini più grandi, invece, risulta molto più difficile risolvere la formazione di eventuali anomalie morfologiche, perché le ossa risultano più solide e le deformazioni più complesse. In questi casi è necessario richiedere l’intervento di un ortodonzista e di un logopedista. Il primo interviene per ripristinare la forma fisiologica del palato e i giusti rapporti tra le arcate dentarie; il secondo, invece, valuta la reale necessità di una rieducazione linguale, tramite l’insegnamento di specifici esercizi fonatori.

L’ ortodontista, in base al singolo caso e alle esigenze del paziente, sceglie il trattamento più idoneo da seguire per il benessere del bambino.

Caso clinico 2

Malocclusione di Classe II - Denti sporgenti e palato stretto

Caso clinico 3

Affollamento dentario

Ortodonzia Prechirurgica – Chirurgia Ortognatica

Numerose malocclusioni su base scheletrica necessitano un approccio chirurgico per una ottimale risoluzione.

Il compito dell’ortodontista consiste nel progettare il trattamento e nel seguire il paziente sia prima che dopo l’intervento. La terapia ortodontica associata può essere convenzionale o servirsi di attacchi linguali, per venire incontro alle esigenze estetiche dei pazienti.

Caso clinico adulto pre chirurgico 1

Malocclusione dentoscheletrica di Classe III

Caso clinico adulto pre chirurgico 2

Malocclusione dentoscheletrica di Classe III con asimmetria

Caso clinico adulto pre chirurgico 3

Malocclusione dentoscheletrica di Classe III